NOTIZIE UTILI — 10 settembre 2012
Consumatori europei e sicurezza alimentare

(Tendenzeonline.info) 10 settembre 2012 – Preoccupazione diffusa per la sicurezza alimentare mondiale tra i cittadini europei intervistati da Tns per una ricerca di Eurobarometro, volta a conoscere le percezioni e le esperienze degli europei (Ue27) sul rapporto tra agricoltura e preservazione dell’ambiente naturale e rurale. Pur essendo diffusa la coscienza della sfida mondiale riguardo alla sicurezza alimentare, lo studio mette in luce un rapporto diretto tra livello di preoccupazione generale e situazione nei singoli Paesi. Così anche le variabili sociodemografiche influenzano le opinioni: le persone più deboli economicamente e culturalmente sono più preoccupate dalle questioni della sicurezza alimentare.

La ricerca di Eurobarometro analizza anche le priorità dei consumatori europei nell’acquisto dei prodotti alimentari e la loro conoscenza dei marchi di qualità.

La quasi totalità degli intervistati indica che la qualità (96%) e il prezzo (91%) contano di più quando fanno la spesa e una maggioranza significativa (71%) stima che anche l’origine del prodotto sia importante. In questo quadro, però, i giovani dell’Ue vi prestano minore attenzione. Infatti, il 60% dei rispondenti tra i 15 e i 24 anni considerano che la qualità sia molto importante (contro il 65% della media europea), ma solo il 57% di loro indica che l’origine ha un peso significativo, contro il 71% della media.

Meno della metà degli intervistati (47%), poi, considera importante la marca del prodotto, con una variabilità tra i Paesi membri più ampia che per la qualità, il prezzo o la provenienza. Però la marca è nettamente più importante (62%) per i cittadini dei 12 Paesi entrati nell’Ue più recentemente che per quelli dei 15 Paesi storici (43%).

I due terzi (67%) dei cittadini europei verifica la presenza sui prodotti acquistati di un marchio di qualità europeo che garantisce certe caratteristiche specifiche, anche se questa proporzione è molto variabile secondo gli Stati membri. Anche in questo caso i giovani tra i 15-24 anni (58%), chi ha una scolarità meno avanzata (59%) e chi ha difficoltà economiche (60%) è meno interessato a verificare la presenza di un marchio di qualità.

Peraltro, solo una minoranza degli intervistati conosce i loghi dei sistemi di qualità alimentare dell’Unione europea. Mentre infatti più di un terzo conosce quello non europeo del commercio equo-solidale (36%), solo un quarto (24%) conosce il logo Ue dell’agricoltura biologica e una piccola minoranza riconosce i marchi del sistema europeo di protezione e designazione dei prodotti agricoli e alimentari di qualità.

Tuttavia, la maggioranza dei consumatori europei ritiene che la qualità sia importante e dichiara di verificare spesso le informazioni sui prodotti a questo riguardo.

In questo quadro, il consumatore italiano si discosta di poco dalla media europea per quanto riguarda la sensibilità alla qualità (93%, contro il 96% della media e il 98% dei consumatori tedeschi). Il prezzo ha la medesima importanza (91%) della media. Decisamente più importanti invece sono l’origine geografica dei prodotti (88% contro 71% della media europea) e la marca, che conta per il 68% degli italiani, contro il 47% degli europei e il 31% dei tedeschi, il 38% dei francesi, il 42% degli spagnoli, il 66% dei polacchi.

Sui marchi di qualità, gli italiani dichiarano una conoscenza superiore alla media europea. Il 74% infatti verifica sempre od occasionalmente la presenza dei marchi di qualità europei sui prodotti alimentari che acquista, contro il 67% della media globale. Ma il 35% lo fa sempre, contro il 17% dei tedeschi, il 19% dei francesi, e il 23% degli spagnoli.

Mentre mediamente il marchio Dop e Igp è conosciuto dal 14% dei consumatori, questa percentuale cresce al 36% e al 32% rispettivamente nel caso degli italiani.

Se l’obiettivo della ricerca è quello di rimarcare quanto la promozione e la garanzia della qualità alimentare siano strumenti importanti per rafforzare la competitività e la redditività dell’agricoltura europea, vi sono ancora dei consistenti passi da compiere per aumentarne la conoscenza e la consapevolezza da parte dei consumatori.

A cura di Fabrizio Gomarasca

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