NOTIZIE UTILI — 08 giugno 2012
Coupon e Social shopping: un vademecum per il consumatore online

Il Social shopping è la nuova frontiera dell’e-commerce, ma che tutele ci sono per i consumatori?

Ecco la guida per imparare a difendersi.

(Altalex) L’e-commerce, ovvero l’acquisto online, ha rivoluzionato il mercato nel giro di pochi anni. Una delle ultime frontiere del commercio telematico è quella del social shopping, un fenomeno in costante crescita, che punta ad accrescere il potere d’acquisto del consumatore sulla base del principio che “l’unione fa la forza”. In pratica: se tante persone sono interessate allo stesso oggetto (o servizio, o viaggio), grazie a siti specializzati in “gruppi d’acquisto”, possono coordinarsi tra loro così da presentare al venditore un unico complessivo ordine che, dato il numero alto di clienti concentrati nello stesso periodo, determina uno sconto quantità.

I principali siti in Italia

Sono diversi i siti che in Italia promuovono il social shopping. Alcuni riguardano soltanto determinate categorie di servizi, come, ad esempio, Getbazza specializzato nell’intrattenimento. Altri siti offrono diversi tipi di prodotti, dai beni di consumo ai viaggi, dai buoni per trattamenti estetici ai corsi di formazione e, addirittura, alle visite mediche. Tra questi i più noti sono Groupon, Groupalia, Let’s Bonus, Coupon Spot, Jumpin, Poinx ecc.

Quali sono i problemi più frequenti?

I problemi più frequenti si presentano quando il consumatore decide di spendere effettivamente il voucher acquistato: talvolta si possono verificare la mancata erogazione o consegna in ritardo del prodotto/servizio acquistato; difficoltà o tempi lunghissimi d’attesa per prenotare un trattamento, una cena o una vacanza; inadempienze da parte dell’azienda partner o chiusura dell’attività erogatrice del prodotto; difformità nel trattamento rispetto ai clienti senza voucher; carenza di informazioni e assistenza post vendita; rimborsi in forma di nuovi coupon e non in denaro, ecc.

Cosa dice la normativa? Quali tutele ci sono per i consumatori?

Va subito chiarito che anche a questo tipo di acquisti si applica la disciplina delle vendite a distanza, così come disposta dal Codice del Consumo: qualsiasi controversia insorga in merito ai problemi sopra indicati il venditore sarà l’unico interlocutore responsabile nei confronti dei consumatori. Dunque il consumatore può esercitare il diritto di recesso entro 10 giorni lavorativi che decorrono dal giorno del ricevimento del bene o, per i servizi, dal giorno della conclusione del contratto (ricevimento del voucher). Il diritto di recesso è escluso nei contratti relativi all’alloggio, ai trasporti, alla ristorazione, al tempo libero (quando all’atto della conclusione del contratto il professionista si impegna a fornire tali prestazioni ad una data determinata o in un periodo prestabilito) e nei contratti di fornitura di generi alimentari, bevande o altri beni per uso domestico di consumo corrente. Quando viene esercitato il recesso il sito di Social Shopping deve restituire la somma versata dal consumatore entro 30 giorni. In caso di mancata esecuzione del servizio acquistato per indisponibilità, anche temporanea, del bene o del servizio richiesto, il sito di social shopping interessato deve informare entro 30 giorni il consumatore e provvedere al rimborso delle somme da lui già versate.

Cosa deve fare, in pratica, il consumatore insoddisfatto?

Ogni volta che si verifica un problema è bene inviare un reclamo tramite raccomandata a/r al sito di social shopping e, per conoscenza, all’azienda partner prescelta chiedendo il rimborso e/o il risarcimento per eventuali inadempienze. Qualora il reclamo non fosse sufficiente un’associazione dei consumatori può rappresentare il cliente davanti al Giudice; ricordiamo che per qualsiasi controversia tra venditore e consumatore è sempre competente il Foro della residenza o del domicilio eletto del consumatore.

 

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