CONSUMA(NDO) — 05 settembre 2012
CREDITO AL CONSUMO: CROCE E DELIZIA

Negli ultimi vent’anni, e sempre di più negli ultimi mesi, il c.d. credito al consumo ha permesso – nonostante la graduale diminuzione del reale potere d’acquisto – la distribuzione e la diffusione massima dei prodotti di largo consumo alle famiglie italiane contribuendo al miglioramento della qualità della vita. Almeno in buona parte dei casi…

Di seguito, pertanto, riteniamo opportuno fissare alcuni punti fondamentali per chiunque acceda alle varie forme di credito.

Che cos’è. Una concessione di credito sotto forma di dilazione di pagamento, di finanziamento o di altra analoga facilitazione finanziaria a favore di una persona fisica (che agisce per scopi estranei all’attività imprenditoriale o professionale). Stiamo parlando, nella maggior parte dei casi, di prestiti personali, credito rotativo  orevolving e credito classico finalizzato tutte forme che prevedono il beneficio del termine ovvero la restituzione in dilazione delle somme prese a prestito, oltre agli interessi (TAN, TAEG, TEGM) e alle spese connesse (ove previste). In buona sostanza si tratta dell’evoluzione delle classiche vendite rateali.

Prestito personale. Prevede il finanziamento di una somma a un tasso di interesse in genere fisso e rimborsabile secondo un piano di ammortamento a rate costanti. Rietra in quelle operazioni non direttamente collegate all’acquisto di uno specifico servizio o bene.

Prestito finalizzato.  Acceso presso un rivenditore e l’importo è destinato esclusivamente all’acquisto di un bene durevole o di un servizio specifico.

Credito revolving o rotativo.  Credito concesso tramite una carta di credito “revolving” (plafond può essere utilizzato dal titolare fino al suo limite massimo e si ricostituisce in seguito ai rimborsi delle somme utilizzate, tornando nuovamente a disposizione del consumatore).

N.B. La carta revolving non è uno strumento di pagamento, ma un vero e proprio finanziamento, sul quale dovranno essere pagati TUTTI gli interessi oltre al rimborso del capitale.

Cessione del V dello stipendio.  Finanziamento finalizzato a dilazionare impegni economici. L’importo della rata mensile viene trattenuta in busta paga, ma non dovrà essere superiore a un quinto dello stipendio stesso (o della pensione).

Quanto al rapporto cliente-istituto bancario, ci sono norme apposite che regolano la trasparenza delle condizioni di operazioni e servizi bancari nelle varie fasi del contratto, in particolare il recipemnto della direttiva comunitaria 2008/48/CE con il D.Lgs. 141/2010 (queste nuove disposizioni non si applicano a tutti quei finanziamenti inferiori a 200,00€ e superiore a 75.000,00€).

TUTTE LE BANCHE SONO TENUTE A ESPORRE NEI LOCALI APERTI AL PUBBLICO E A PUBBLICARE SUI SITI INTERNET IL DOCUMENTO “PRINCIPALI DIRITTI DEL CLIENTE”

Nella fase precontrattuale gli annunci pubblicitari devono specificare il carattere promozionale dell’offerta richiamando l’attenzione del consumatore ai fogli informativi e al documento di sintesi per la specifica delle condizioni. Gli annunci devono esplicitare chiaramente la necessità di sottoscrivere contratti per aventuali altri servizi accessori sottostanti il contratto di credito (esiste un documento di natura comunitaria “Informazioni Europee di base sul credito ai consumatori”).

In fase contrattuale, invece, si deve fare attenzione a che i contratti indichino chiaramente e dettagliatamente tutte le condizioni applicate.  E’ escluso in ogni caso che eventuali modifiche possano comportare l’introduzione di nuove clausole. Le variazioni esercitate non potranno comportare l’introsuzione di condizioni contrattuali non previste dalle parti, in occasione della conclusione del contratto.

Diritto di recesso. Senza l’aggravio di alcun onere, o spese, il consumatore potrà recedere entro 14 giorni dalla conclusione del contratto.

Rimborso anticipato. Il consumatore ha facoltà di rimborsare anticipatamente il debito residuo con riduzione degli interessi e dei costi relativi alla vita residua del contratto. In caso di estinzione anticipata dell’intero debito residuo o se il debito residuo è pari o inferiore a 10.000,00€ nessun ulteriore costo è dovuto all’ente finanziatore.

Per saperne di più:

Arbitrato Bancario Finanziario

Banca d’Italia

Servizio misurazione del credito Assofin

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