NOTIZIE UTILI — 10 settembre 2012
Crisi: Consumatori, subito risorse per ripresa e detassazione famiglie

(ASCA) – Roma, 5 set – ”Finalmente tutti iniziano a concordare sulla necessita’ di un nuovo ed urgente impulso alla crescita e allo sviluppo. Da anni ribadiamo che, senza una decisa svolta in questa direzione, la reale uscita dalla crisi sara’ sempre piu’ lontana e difficile’. A sostenerlo sono i presidenti di Federconsumatori e Adusbef, Rosario Trefiletti ed Elio Lannutti, secondo cui ”e’ ora che anche il Governo si decida ad entrare in quest’ottica. Basta con l’aumento della tassazione e la disposizione di misure depressive per l’economia e per il Paese”. I presidenti ritengono che ”il bilancio dei conti e’ importante e necessario, ma per raggiungerlo non si puo’ continuare a gravare unicamente sulle tasche dei cittadini, paralizzando i consumi e la produzione industriale. Per avviare una ripresa – spiegano – e’ fondamentale spezzare il pericoloso circolo vizioso sul quale l’economia italiana si sta avvitando ormai da anni. Un vortice fatto di continua contrazione del potere di acquisto delle famiglie (-11,8% dal 2008), diminuzione dei consumi, ricadute sulla produzione e conseguente aumento della disoccupazione, che a sua volta determina un’ulteriore caduta del potere di acquisto, alimentando una spirale depressiva che si aggrava di giorno in giorno”. In base ai dati calcolati dall’Osservatorio Nazionale Federconsumatori, nel 2012 la contrazione dei consumi causata dalla pesante diminuzione del potere di acquisto delle famiglie rischia di avvicinarsi al -5%: un dato che determinera’ una contrazione complessiva della spesa di ben 35,5 miliardi di euro. ”Alla luce di questa grave situazione e’ indispensabile agire immediatamente per reperire risorse da destinare alla ripresa degli investimenti per lo sviluppo e la ricerca, nonche’ alla detassazione a favore delle famiglie a reddito fisso (a partire dalla tredicesima). Risorse da ricercare attraverso una maggiore lotta all’evasione fiscale ed agli sprechi, un allentamento del patto di stabilita’ dei Comuni e una maggiore tassazione su grandi patrimoni, rendite e transazioni finanziarie”, concludono Trefiletti e Lannutti.

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