NOTIZIE UTILI — 10 settembre 2012
Decreto Salute: dal 2013 sale al 20% la percentuale di frutta nei succhi. Tutti d’accordo

(Greenbiz.it) A partire da gennaio 2013 la soglia minima obbligatoria di succo naturale di frutta nelle bevande analcoliche al gusto di frutta dovrà essere del 20%, ben 8 punti percentuali in più rispetto agli attuali 12. È quanto prevede una norma contenuta nel decreto legge in materia sanitaria ( il cosiddetto decreto Salute) approvato dal Consiglio dei ministri, che certamente avrà ricadute positive per i produttor.

L’innalzamento del limite minimo di succo naturale contenuto nelle bevande analcoliche che richiamano il nome di un frutto rappresenta un risultato importante per i consumatori e per il mondo dell’agricoltura”, ha commentato il ministro Mario Catania.

Soddisfatta anche la Coldiretti, che spiega come in questo modo “ben cinquantamila chili di vitamina C in più all’anno contro l’influenza saranno “bevute” dai 23 milioni di italiani che consumano bibite“, oltre alla presenza di circa duecento milioni di chili di arance in più.

Finalmente si inverte una tendenza e si inizia a dire basta alle aranciate senza arance che ingannano i consumatori costretti a pagare l’acqua come la frutta e che stanno facendo sparire il frutteto italiano, con gravi perdite economiche ed occupazionali“, ha affermato il presidente della Coldiretti Sergio Marini in una nota.

L’associazione spiega come la norma concorra a “migliorare concretamente la qualità dell’alimentazione e a ridurre così le spese sanitarie dovute alle malattie, dall’influenza all’obesità. Non va peraltro dimenticato l’impatto economico sulle imprese agricole poiché l’aumento della percentuale di frutta nelle bibite potrebbe salvare oltre diecimila ettari di agrumeti italiani con una estensione equivalente a  circa ventimila campi da calcio, situati soprattutto in regioni come la Sicilia e la Calabria”.

Giuseppe Politi, presidente della Cia-Confederazione italiana agricoltori, aggiunge in un’altra nota che “aumentare dal 12 al 20 per cento la quantità di frutta nelle bevande analcoliche è senza dubbio una misura importante che migliora la qualità del prodotto, tutela consumatori e dà garanzie ai produttori agricoli. E’ un provvedimento che la nostra Organizzazione aveva richiesto da tempo e che recepisce precise indicazioni venute anche dallo stesso Parlamento“. Il problema adesso è quello di ottenere il parere di compatibilità del provvedimento da parte dell’Unione europea.

Secondo Confagricoltura, poi, “l’incremento dell’8% di succo nelle bibite si traduce in un aumento della richiesta industriale di agrumi, soprattutto di arance, che in parte favorisce le produzioni agricole nazionali anche se annualmente vengono importati circa 30 milioni di kg di succo di arancia. C’è da dire che l’Italia, paese vocato alla coltivazione di agrumi, è anche esportatore di succo di arancia per circa 58 milioni di kg, soprattutto in Germania” .

Anche CCPB plaude al nuovo decreto Salute: “a nostro avviso la percentuale potrebbe aumentare ulteriormente: non sarebbe corretto mettere sul mercato un prodotto è a base di frutta con questa denominazione se la sua composizione principale è acqua, zucchero o altri componenti. Ben vengano provvedimenti simili. Dal nostro punto di vista ci auguriamo infine che la frutta sia biologica, faremmo così un servizio ancora migliore al nostro Paese e all’ambiente“.

Roberta Ragni

Related Articles

Share

(0) Commenti

Lascia un commento