CONSUMA(NDO) — 10 settembre 2012
FARMACI EQUIVALENTI: LA RIFORMA “IN ROSA”

Se sarà davvero un colpo alla lobby delle cause farmceutiche è ancora presto per dirlo, ma un primo passo con il decreto sulla spending review è stato effettuato. Il ministro Balduzzi ha previsto, infatti, l’obbligo per il medico curante di prescrivere sulle care vecchie ricette rosa farmaci generici (ovvero indicarne il principio attivo) e non più il nome commerciale del farmaco da acquistare.

Secondo le nostre stime del Ministero della Sanità, acquistando farmaci dal brevetto scaduto invece che quelli equivalenti le famiglie italiane spendono circa 800 milioni € in più ogni anno, tra l’latro il sistema sanitario nazionale rimborsa a chi acquista un farmaco con il brevetto scaduto solo il costo di quello equivalente.

A ferragosto, perciò, oltre alle altre misure per ridurre la spesa pubblica il governo ha adottato questo provvedimento con duplice scopo: delegittimare le lobby e abattere costi privati e pubblici.

In alcuni casi (patologie specifiche) sarà ancora possibile emettere ricette con il nome commerciale del farmaco.

Vediamo meglio i vantaggi per tutti. Questi medicinali hanno la stessa efficacia, sicurezza e qualità dei corrisppndenti farmaci “di marca” ma hanno un costo inferiore almeno del 20%!Infatti contengono lo stesso principio attivo, sono bioequivalenti, ugualmente sicuri ed hanno stessa quantità, indicazioni e controindicazioni. Ha certificare tutto ciò è l’Agenzia Italiana del Farmaco (AIFA).

N.B. Facciamo un piccolo passo indietro: perchè esistono farmaci commerciali ed altri equivalenti? Perchè la ditta che studia e realizza un determinato farmaco per prima, per così dire, ha con il brevetto l’esclusiva della venditta per 20 anni. Ma nel nostro Paese, come purtroppo troppo spesso accade, l’esclusiva è come se non finisse mai. Molti medici, infatti, proseguono nel prescrivere anche i farmaci con brevetto scaduto.

 

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