CHIAMACI PER — 31 maggio 2012
CALCOLO IMU: ecco la seconda rata!

ANCORA IMU: chiama 892.007 e scopri quanto ti costerà la seconda batosta del governo Monti.

La tanto temuta IMU torna a bussare con insistenza anche alla porta di casa tua.

Ma facciamo un passo indietro, sai di cosa si tratta esattamente?

Con la riforma del federalismo fiscale, è stata introdotta una nuova tassa, l’Imposta Municipale Unica (Imu), che sostituisce sia l’Irpef sui redditi fondiari delle seconde case, sia l’Ici, introdotta nel 1992 e presto diventata una delle entrate più importanti nel bilancio dei Comuni, prima di essere abolita per le prime case.

Le Aliquote Imu possono essere fissate da ciascun Comune aumentando o diminuendo l’aliquota ordinaria, secondo il seguente schema.

ALIQUOTE IMU

Aliquota ordinaria

Variabilità

Minimo-massimo

Prima casa

0,4%

±0,2%

0,2%-0,6%

Altre proprietà

0,76%

±0,3%

0,46%-1,06%

 
Chi deve pagare l’Imu? La nuova imposta interessa i proprietari di tutti gli immobili, sia residenziali, sia commerciali.

La prima casa, quella di abitazione, può beneficiare di una detrazione fissa di 200 euro, più 50 euro per ciascun figlio (fino a 26 anni d’età) che compone la famiglia. La condizione perché una casa venga considerata abitazione principale è che il proprietario vi dimori abitualmente e vi risieda anagraficamente.

La casa concessa in uso gratuito a parenti, a differenza dell’Ici, non viene considerata come abitazione principale.

Per chi ha case in affitto, è prevista un dimezzamento dell’aliquota ordinaria, ma solo a partire dal 2015. Ciascun Comune può comunque deliberare una riduzione fino allo 0,4 per cento.

Il pagamento dell’Imu spetta inoltre ai proprietari di aree edificabili (dove l’edificabilità può anche discendere dal solo piano regolatore generale). In questo caso, la base imponibile viene determinata dal valore di mercato al 1 gennaio dell’anno per il quale si paga l’imposta.

Esempio di calcolo

Casa di categoria catastale A/3, di circa 100 metri quadrati, con rendita catastale non rivalutata di 945,11 euro, adibita come abitazione principale.

  • Rendita catastale rivalutata del 5%: 945,11 + 5% = 992,37
  • Rendita catastale rivalutata del 60%: 992,37 + 60% = 1.587,78
  • Valore catastale: 1.587,78 x 100 = 158.778
  • Imu: 0,4% di 158.778 = 635,11
  • Detrazione prima casa: 635,11 – 200,00 = 435,11
  • Detrazione figli: 435,11 – 50,00 – 50,00 = 335,11 (importo dovuto)

Chi non paga nulla: facendo riferimento all’aliquota ordinaria, con una rendita catastale uguale o inferiore a 446,43 euro, una famiglia con due figli non deve pagare nulla. Chi non ha figli può invece arrivare a zero solo con una rendita catastale uguale o inferiore a 297,62 euro, sempre se l’aliquota è quella ordinaria dello 0,4 per cento.

Case all’estero. Con la manovra “Salva Italia” del governo Monti è stata introdotta una nuova tassa a carico di chi, pur essendo residente in Italia, possiede immobili all’estero.

I proprietari dovranno dovranno versare un’imposta dello 0,76 per cento del valore dell’immobile. Tale valore è dato dal costo riportato nell’atto di acquisto dell’immobile o dai contratti o, in assenza, dal valore di mercato dove è situato l’immobile. L’importo dovuto è proporzionale alla quota di possesso del bene.

Per evitare che l’immobile sia tassato due volte, viene riconosciuto un credito d’imposta pari ad eventuali prelievi patrimoniali applicati nello Stato in cui si trova l’immobile.

QUALCHE NOTIZIA IN PIU’ SULLA SECONDA RATA: è dovuta esclusivamente per la prima casa. Infatti, solamente in questo caso era possibile dividere in tre rate l’intero importo da versare. Perciò è necessario riprendere in mano il modello F24 compilato a giugno e ricopiarlo completamente, modificando solamente la sezione “rateazione/mese rif.” inserendo il codice “0202”. Chi ha utilizzato un solo modello F24 per più immobili dovrà prendere in considerazione solamente gli importi relativi all’abitazione principale.

La scadenza di settembre è utilizzabile solo per i casi sopra indicati, non può essere usata per effettuare conguagli o correzioni di alcun tipo: per queste operazioni è comunque necessario aspettare dicembre (e monitorare ciò che ogni Comune avrà deliberato riguardo all’aliquota). In quell’occasione si dovranno effettuare nuovamente tutti i calcoli alla luce delle nuove regole e regolare tutte le differenze, anche quelle a credito, per chi avesse versato più del dovuto.

Per le nascite di figli nel corso del 2012 fanno fede i mesi in cui effettivamente ci si trova nella situazione che dà diritto a detrazione, ovvero: se un figlio nasce ai primi di settembre, si avrà diritto ad un quarto del valore della detrazione, perché solo per 3 mesi, su 12, ci si è trovati in quella situazione prevista dalla legge. Allo stesso tempo, se il figlio convivente compie 26 anni, ad esempio, alla fine di giugno, si avrà diritto alla metà del valore della detrazione.

N.B. In materia fiscale il mese “in più” si considera se si è superato il 15° giorno. Se, ad esempio, un figlio è nato il 15 maggio, il mese di maggio non dà diritto a detrazione, mentre se è nato il 16 si ha diritto a detrazione per la quota di maggio.

 

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