LO SAPEVI CHE... — 04 settembre 2012
SOSPENSIONE DEL MUTUO? NON E’ UNA CHIMERA, MA OCCHIO ALLE CONDIZIONI…

Non è neanche più il caso di ribadire i tempi di crisi, perciò, come nostro solito, cerchiamo di suggerirvi alcune soluzioni per “allentare” la morsa di rate, debiti e finanziamenti che vi attanagliano.

L’Associazione Bancaria Italiana (meglio conosciuta come ABI) ha predisposto un Piano Famiglie per offrire la possibilità, in determinati casi, di usufruire della sospensione del pagamento delle rate di mutuo.

L’obiettivo? Innalzare, ovviamente, la sostenibilità finanziaria delle operazioni di credito ipotecario delle famiglie.

L’APPLICAZIONE. In prima battuta, si rivolge a quei mutui, anche in fase di preammortamento, garantiti da ipoteca su immobili residenziali destinati all’acquisto, costruzione, o ristrutturazione dell’abitazione principale, indipendentemente dal tasso d’interesse contrattuale (fisso, variabile o misto), erogati a persone fisiche aventi reddito imponibile non superiore a 40.000€/anno (ovviamente questa soglia reddituale va intesta per singolo mutuatario) per un importo non superiore a 150.000€.

I (NUOVI) TERMINI. Il 30 luglio scorso ABI e le Associazioni dei
Consumatori maggiormente rappresentative hanno siglato un nuovo accordo, prorogando il termine per la presentazione delle richieste di sospensione (originariamente stabilito al 31 gennaio 2011). Nello specifico, l’accordo prevede che gli eventi che determinano l’avvio della sospensione si verifichino entro il 31 dicembre 2012 e, pertanto, le domande potranno essere presentate entro il 31 gennaio 2013.

GLI ESCLUSI. Non sono riconosciuti idonei a questo tipo di intervento, i seguenti mutui:

– con ritardo, nei pagamenti, superiore a 180 giorni consecutivi al momento della presentazione della domanda da parte del mutuatario, ovvero per i quali sia intervenuta la decadenza dal beneficio del termine o la risoluzione del contratto stesso, anche tramite notifica dell’atto di precetto o sia stata avviata da terzi una procedura esecutiva sull’immobile ipotecato;

– con ritardo nei pagamenti inferiore a 180 giorni qualora tale ritardo si sia verificato antecedentemente al verificarsi degli eventi che consentono di far scattare la sospensione dell’ammortamento ai sensi della presente iniziativa;

– di durata contrattuale originaria inferiore a 5 anni;

– che fruiscono di agevolazioni pubbliche (contributi in conto interessi/capitale e provvista agevolata);

– a tasso variabile, rata fissa, durata variabile;

– per i quali sia stata stipulata un’assicurazione a copertura del rischio che si verifichino gli eventi (riportati nel paragrafo sottostante), purché tale assicurazione copra almeno gli importi delle rate oggetto della sospensione e sia efficace nel periodo di sospensione stesso.

REQUISITI EVENTUALI DEI COINTESTATARI. Prima causa riscontrabile è la cessazione del rapporto di lavoro subordinato, ad eccezione delle ipotesi di risoluzione consensuale, di risoluzione per limiti di età con diritto a pensione di vecchiaia/anzianità, di licenziamento per giusta causa o giustificato motivo soggettivo, di dimissioni del lavoratore non per giusta causa. Oppure la cessazione dei rapporti di lavoro di cui all’art. 409, n. 3, c.p.c., (rapporti di agenzia, di rappresentanza commerciale ed altri rapporti di collaborazione che si concretino in una prestazione di opera continuativa e coordinata, prevalentemente personale, anche se non a carattere subordinato); Sono esclusi dall’ambito di applicazione le ipotesi di risoluzione consensuale, di recesso datoriale per giusta causa, di recesso del lavoratore non per giusta causa. L’eventuale morte o insorgenza di condizioni di non autosufficienza. E ancora: la sospensione dal lavoro o riduzione dell’orario di lavoro per un periodo di almeno 30 giorni, anche in attesa dell’emanazione dei provvedimenti di autorizzazione dei trattamenti di sostegno del reddito (CIG; CIGS; altre misure di sostegno del reddito, c.d. ammortizzatori sociali in deroga; contratti di solidarietà).

COME FUNZIONA. Bisogna presentare la richiesta sottoscritta da tutti i cointestatari del mutuo, ovvero dagli eredi, esclusi i minori, interdetti o inabilitati (per cui interviene il tutore). Nello specifico esiste un modulo (che trovate anche nella sezione “modulistica” del nostro sito) che va presentato all’istituto di credito (presso la filiale ovvero ufficio/sede di rappresentanza della banca) che eroga il credito (alla banca originator/servicer in caso di mutui cartolarizzati).

Ecco cosa allegare alla richiesta:

– Per gli eventi inerenti i rapporti di lavoro, (perdita del lavoro subordinato e cessazione dei rapporti di lavoro di cui all’art. 409, n. 3, c.p.c), è necessaria la documentazione comprovante la cessazione del rapporto di lavoro e le cause della stessa (ad es.: lettera di licenziamento; lettera di dimissioni; contratto di lavoro dal quale si evinca l’intervenuta scadenza del termine), copia della dichiarazione attestante l’attuale stato di disoccupazione, resa dall’interessato al Centro per l’impiego ai sensi dell’art. 2 D.Lgs. 21 aprile 2000, n. 181;

– Per l’evento morte il certificato di morte;

-Per l’evento di non autosufficienza il certificato rilasciato dall’apposita commissione istituita presso la ASL competente per territorio che qualifica il mutuatario quale portatore di handicap grave (art. 3 comma 3 legge 5 febbraio 1992, n. 104) ovvero invalido civile (dall’80% al 100%);

– Per gli altri eventi inerenti i rapporti di lavoro quali la sospensione dal lavoro o la riduzione dell’orario di lavoro dell’interessato (ad es.: certificazione del datore di lavoro; richiesta del datore di lavoro di ammissione al trattamento di sostegno del reddito; provvedimento amministrativo di autorizzazione al trattamento di sostegno del reddito);

– Sottoscrizione dell’eventuale terzo garante a titolo personale di una dichiarazione di mantenimento della garanzia pure in presenza della sospensione; ovvero la sottoscrizione da parte di eventuali terzi soggetti datori di ipoteca o pegno di una dichiarazione relativa al consenso a mantenere la garanzia oltre il periodo originariamente pattuito;

– Documentazione relativa  all’ultimo reddito imponibile delle persone intestatarie del mutuo.

N.B. La richiesta non potrà essere presentata, in nessun caso, da coloro i quali abbiano già usufruito per lo stesso mutuo di meccanismi di sospensione offerti dalla propria banca o per una delle misure pubbliche esistenti (nazionali/locali).

Supervisione legale: avv. Valerio Papi

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