CONSUMA(NDO) — 08 gennaio 2013
VADEMECUM  “SALVA SALDI”

I love shopping ma…con prudenza è meglio!

Troppi negozianti continuano a far finta di non sapere che sono responsabili del difetto del prodotto, venduto durante i saldi o no, ai sensi degli articoli 128 e seguenti del codice del consumo (decreto legislativo n. 206/2005), e che sono tenuti ALTERNATIVAMENTE:

–      ad eliminare il difetto

–      a sostituire il prodotto

–      rimborsare il prezzo (qualora i primi due rimedi non siano adottabili)

È, pertanto, illegittimo il rifiuto dei negozianti alla restituzione del denaro (nel caso in cui riparazione e sostituzione non siano possibili) e non è plausibile la scusa dell’impossibilità di annullare fiscalmente l’operazione di cassa che spesso adducono nei giorni successivi all’acquisto. Infatti, l’articolo 8 del decreto ministeriale 30 marzo 1992 e una successiva circolare del ministero delle finanze del 5 giugno 1992 li smentisce senza contare che i registratori di cassa hanno proprio il tasto per evidenziare sullo scontrino “eventuali rimborsi per restituzione di vendite”.

MODALITÀ DI PAGAMENTO. Durante i saldi l’operatore commerciale non può rifiutare in nessun caso il pagamento a mezzo carta di credito o bancomat da parte dell’acquirente, qualora sia esposto nel punto vendita l’adesivo che attesta la relativa convenzione.

ESPOSIZIONE DELLA MERCE. Durante i saldi l’operatore commerciale non può oscurare le porte a vetro, le finestre o le vetrine del negozio con manifesti cartelloni o altro materiale che impedisca al pubblico la visione dei locali e dei prodotti esposti internamente. La merce a saldo va comunque chiaramente separata dalle altre merci in vendita.

CAMBI MERCE . Per taglia sbagliata (tutte le volte in cui non è stato possibile provare il prodotto), questo verrà sostituito entro due giorni dall’acquisto con prodotti disponibili all’atto della richiesta di sostituzione. Qualora la sostituzione non fosse possibile per mancanza di capi identici, o per mancato gradimento da parte del cliente, l’operatore commerciale rilascerà un buono-acquisto di importo pari al prezzo pagato per i capi da sostituire, che il cliente dovrà spendere entro successivi 120 (centoventi) giorni di calendario dalla data di emissione del relativo scontrino fiscale.

Qualora il prodotto dovesse “essere affetto” da vizi occulti, l’operatore commerciale ottempera agli obblighi sanciti dall’art. 130 del Codice del Consumo, per i prodotti che presentino vizi o difetti occulti (“Sostituzione” o “Riparazione”, nonché, in caso di impossibilità di entrambi i rimedi, “Risoluzione del Contratto”, per i casi di vizio grave, o “Congrua riduzione del prezzo”, in tutti gli altri casi) emersi nei limiti temporali di cui all’art. 132 del medesimo Codice (entro 2 anni dalla consegna, con l’onere di denuncia al venditore entro 2 mesi dall’emersione del vizio). Nel caso di non corrispondenza della taglia.

Quando l’acquirente risiede all’estero l’operatore commerciale restituirà all’acquirente medesimo l’importo pagato per il capo non sostituibile.

In entrambe le su esposte ipotesi, la sostituzione del prodotto sarà effettuata esclusivamente dietro presentazione del relativo scontrino fiscale.

PROVA PRODOTTI. Il cliente ha il diritto di provare i capi, in appositi stanzini attrezzati, per verificare la corrispondenza della taglia e, ovviamente, anche il gradimento del prodotto. Sono esclusi dalla facoltà di prova i prodotti rientranti nella categoria della “biancheria intima” e quei prodotti che, per consuetudine, non vengono normalmente provati.

UNIFORMITÀ DI PREZZI. Le catene di negozi che effettuano i saldi sono invitati a porre in vendita, negli esercizi che effettuano tali (s)vendite straordinarie, gli stessi prodotti allo stesso prezzo, disponendo altresì, in caso di variazione dei prezzi, a praticare la medesima variazione in tutti i punti vendita contemporaneamente.

RIPARAZIONI. Qualora il costo per l’adattamento o la riparazione dei capi acquistati fosse a carico del cliente, l’operatore commerciale deve darne preventiva informazione al cliente medesimo e deve altresì esporre in maniera ben visibile, un cartello con la seguente dicitura “Le riparazioni sono a carico del cliente”. Cosa che difficilmente avviene, purtroppo.

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